lunedì 21 dicembre 2009

Discorso di Navidad


Cara famiglia:

In questi giorni affettuosi voglio, come di abitudine, trasmettervi il mio messaggio natalizio di pace ed allegria, nonostante il mio lumbalgia, che mi ha qui tutto il giorno seduto bestemmiando.

Corrono tempi difficili, nei quali ci costa discernere tra la verità e la bugia.
I nostri nemici glieli sanno tutte, e hanno imparato come mascherarsi da agnellini inoffensivi con tutta quella pompa magna verbale sulla solidarietà e la tolleranza.
Noi siamo molto solidali, dato che attacchiamo in ananas. Siamo molto tolleranti, dato che perdoniamo la vita come crediamo conveniente. Ma non regaliamo una triste cucina di giocattolo ad un bambino africano affinché dopo abbandoni la sua capanna e voglia essere come noi. Comandi i giocattoli e dopo hai la patera nella porta di casa, logico.

Amici: senza ritorno non può avere progresso. Se noi godiamo di tutte questi comodità, dobbiamo riconoscere che è grazie allo sfruttamento smisurato che facciamo delle sue risorse. Regalarloro un'automobile o un frigorifero di giocattolo, più che proporzionarloro felicità, li procura inquietudine dato che essi non possono goderla. Lasciamoloro girovagare nudi per la savana, vicino alle sue zebre ed elefanti. Il migliore favore che possiamo farloro è non rubarloro, ma quella non è la nostra cosa.

In quanto alla violenza di genere, noi non facciamo distingos. Una Ostia è un'ostia, dalla ad una donna, ad un curato, ad un anziano, ad un bambino o un politico italiano. Nei miei tempi la cosa peggiore era attaccare un padre. Ma non ci sono ostie buone ed ostie brutte. Tutto sono ostie, come pani le nostre. Ma come tutti sanno, noi odiamo la violenza e l'utilizziamo solo come un'ultima risorsa per assicurare la nostra sopravvivenza.

Noi siamo i pirati quando togliamo i tonni a quelli neri dei mari del sud. Sì. Siamo i terroristi quando togliamo il petrolio agli arabi a base di cannonate. Dobbiamo fare un atto di sincerità e spogliarci la pelle di agnello, benché solo sia per questi giorni.

Parliamo di un cambiamento climatico quando la cosa unica che vogliamo è vendere a fiato i nostri mulini e le centrali nucleari francesi. cambiamento climatico? quello l'ebbe sempre. Indubbiamente quelli poveri sfrattati che cosa sapranno di tutto questo! se non hanno studiato mai geologia.

E così la nostra razza si imporsi sulle altre, mettendo cara di buoni, appendendoci lacci di colori e comandandoloro elemosine con opuscoli pubblicitari dei nostri prodotti.

In quanto alla globalizzazione, fate attenzione. I nostri contatti si estendono oltre gli oceani, ma quello non significa che mangiamo pesce crudo con stuzzicadenti, né che mangiamo hamburger a macdonalds, benché i miei nipoti lo facciano già, né cuz cuz nel suolo arenoso. Quello che vogliamo in realtà è che tutti si mangino il nostro espaguetti alla putanesca. Di quello si tratta quello della globalizzazione.

Perciò, amati familiari e figliocci, non vi mettiate dove non vi chiamano e lasciate che ogni popolo si cuocia il suo proprio pane.

Che queste navidades vi aiuti ad essere migliori ed almeno ottenete che la gente che vi circonda si siede più agusto quando stanno al vostro lato che si tratta di quello. Non tentiate di salvare al mondo, perché quello è lavoro di Dio.

Per finire, in quanto all'atto buono di questo anno, andiamo per un giorno a riciclare spazzatura, e daremo di mangiare i nostri cani con alcuno dei nostri nemici.

Due baci,

Don Lupo

4 commenti:

  1. Caro amichi del altre bando di el oceano, la nostra famiglia le desea felicidad en el 2010, el mio spagnolo sei "malo", el mio desitgo sei fermo.
    La "L", sua voce , sei la migliore segna de identitat.
    mr. dondedones.

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  2. Fedeltà al metodo educativo
    Quella relativa all’interno non è altro che una esortazione a dare importanza, a prendere sul serio, a seguire con rigore il metodo educativo proprio delle Guide. Non è questa una raccomandazione al formalismo, alla sopravalutazione delle norme esteriori che regolano l’associazione, al giuoco convenzionale in cui esso si esprime; ma è piuttosto un richiamo al segreto che rende efficace quel metodo stesso: solo se si dà un senso alle forme ch’esso propone, e se si riconosce l’impegno morale alle norme ch’esso prescrive, la sua veste diventa una divisa, il suo regolamento diventa una scuola, le sue prescrizioni diventano una pedagogia.O si vive con pienezza di adesione il metodo vostro, ed allora acquista una singolare capacità formativa; o si eseguisce con scarso entusiasmo, ed allora diventa un giuoco complicato e non sempre persuasivo. E tale adesione è tanto più raccomandabile quanto più facilmente essa penetra nel significato morale dei simboli rappresentativi e delle forme convenzionali che il metodo impiega, il suo linguaggio simbolico si fa parola vera, il suo artificio si fa iniziazione alla comprensione autentica della realtà umana; fenomeno questo che si realizza facilmente quando tutta l’attività vostra si svolge nell’ambiente estremamente realistico della vita religiosa e morale cattolica. Non è più una distrazione, una fantasia, uno sport; è un’arte, una disciplina, uno scenario rappresentativo, che dallo schermo esteriore dei segni introduce gioiosamente e fortemente al mondo della verità.Presenza nel mondo esteriore
    L’altra raccomandazione riguarda il dovere che l’associazione già compie egregiamente, ma che è bene ricordare; il dovere cioè d’avere occhio anche al mondo esteriore che vi circonda: la famiglia, la scuola, la comunità religiosa, la società, a cui ognuna di voi appartiene. Non sarebbe educazione perfetta quella del vostro metodo, se essa vi sottraesse ai contatti ed ai vincoli che vi legano al mondo esteriore, ch’è il mondo reale dal quale tutto riceviamo e al quale tutto dobbiamo. Potrebbe essere meno degna d’una educazione realistica e moderna l’evasione possibile e continuata che il metodo vi offrisse dall’ambiente circostante, e vi rendesse meno sensibili ai doveri ch’esso reclama, ai bisogni ch’esso presenta, ai benefici ch’esso può offrire. La vostra attività non vi deve rendere assenti dalla scena normale che vi circonda, ma vi deve offrire un modo vostro per inserirvi utilmente ed esemplarmente nel mondo stesso. Dovrebbe la vostra disciplina sottrarvi dalla partecipazione alle attività culturali e spirituali del vostro ambiente? dovrebbe farvi considerare estranee ai problemi della vita vissuta? dovrebbe fare del vostro gruppo un cenacolo estraneo alla vita comunitaria e liturgica delle vostre parrocchie? No certo. E Noi sappiamo benissimo come invece è una delle vostre migliori sollecitudini quella di comprendere ogni cosa del mondo in cui la Provvidenza vi ha chiamate a vivere e di offrirgli una vostra generosa partecipazione di solidarietà, di presenza, di esempio e di servizio. Questo va bene, ed anche Noi lo avvaloriamo col Nostro incoraggiamento e col Nostro encomio.Auspici per l'avvenire Ed anche con un Nostro augurio: quello che la vostra Associazione possa arricchirsi non solo di nuove socie da educare, ma altresì di socie educatrici da impiegare nel suo grande compito formativo. Sappiamo che di tali socie educatrici volontarie ha bisogno l’Associazione per allargare i suoi quadri là dove la sua benefica presenza è richiesta, ed ha bisogno tanta gioventù che attende chi le offra una formula viva, geniale, cristiana a cui dare il nome ed il cuore e da cui ricevere l’impronta d’una vera educazione umana e cristiana.
    Con queste esortazioni e con questi voti diamo a voi tutte e a quante socie, dirigenti, educatrici ed amiche voi rappresentate, la Nostra Benedizione Apostolica.
    benedictvs rugani.
    ( molto ocupato en aquesta date, exuse la mia ausencia), le penultimo papa según el subnormal de malaquias y sus seguidores más aferrimos:

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  3. amico castrato: quello lo disse già Paolo VII, se non mi sbaglio.
    Non ho potuto leggerlo tutto, ma quando arrivi a casa, mi prenderò un cappuccino caldo e lo finirò di leggere.
    due baci il tuo padrino

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  4. Paolo VI, scusami.
    Fino a presto, figlioccio.

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